si, la strega Babayaga e il tè di mezzanotte.

La vecchietta, (che chiamarla così è un eufemismo, avrà chissà quanti secoli…) ci descrisse per bene il segugio infernale sotto le cui spoglie si nascondeva quel diavolaccio di Belzebù. Ci disse inoltre che lavorava di notte, dato che di giorno se l’avessero acchiappato quelli del canile sarebbe finito con una bella punturina della buonanotte per sempre, dato il suo aspetto di cane rabbioso, pericoloso e brutto.
Siccome il lavoro che mi avevano affidato andava portato a termine, non potevamo permetterci nessuna fuga o vacanza all’estero.
Per chi non ricordasse quale sia il lavoro che il simpatico Cagliostrino mi ha affidato lo ricordo: devo tramutare gli spiriti del mondo magico, folletti, streghe, maghi etc, in burattini. Cioè, io devo solo osservarli e poi cercare di fare burattini con le loro sembianze, al resto pensano loro. Cos’è che fanno loro? Ma lo dico nella filastrocca, va beh, loro usano i burattini come abiti su misura e li “indossano” così da intrufolarsi nelle case e portare un poco di magia.
Non sono certo l’unica che ha un lavoro simile. Scelgono i loro “operai volontari” a seconda dei pregi del soggetto, così uno scrittore verrà contattato per scrivere racconti su di loro, un disegnatore per fare loro ritratti, uno scultore per far statue a loro rassomiglianza..e via dicendo. Nel progetto “scambio fra mondi, riprendiamo il dialogo” uno dei rimi passi è far si che l’umanità non si dimentichi di questi personaggi e del mondo magico a cui appartengono. Per anni si sono nascosti dietro leggende o favole, ma questo ha permesso loro di non venir dimenticati e di aspettare il momento giusto per riproporre una convivenza. Una convivenza che millenni or sono esisteva…

Il racconto di Babayaga
E’ difficile riportare i dialoghi per me, sono sempre stata una pessima pettegola e, quando mi ci provavo finivo solo per far casini e confusione.
Babayaga adesso è tramutata in gatta e non parla poi molto, per lo più sonnecchia, tortura animaletti e va a spiare i vicini. Non so perché li spii, ma una volta l’ho beccata ad osservare incantata i nipoti del vicino camionista e ho pensato “Non dev’essere poi così cattiva come la descrivono le leggende, guarda com’è tenera lì incantata ad osservare i giochi dei bimbi…” quando mi sono avvicinata ho visto la bava che le colava dalla bocca e ho capito che di tenero lì c’erano solo i bambini, per lei.
Va tenuta d’occhio, almeno ci provo, in fondo ho anche un lavoro vero, ma non credo che oserebbe mandare all’aria il progetto in cui crede così tanto.
Forse non lo si indovinerebbe ma anche alle streghe manca la convivenza con gli umani, chissà perché.
C’è una storia che fa parte della storia dell’umanità e che non è molto conosciuta. Quasi tutti sono a conoscenza delle storie di folletti, di maghi e druidi dell’epopea celtica. Tanti conoscono il magico mondo di Avalon e delle storie narrate quando questo aveva ancora contatti col mondo degli uomini. Ci sono tanti racconti, romanzi, leggende che ci parlano di quando gli uomini vedevano gli spiriti, dei cerchi delle fate, dei nostri spiritelli come il Linchetto o il Monacello. Un tempo non c’era questo netto divario fra i 2 mondi. Un tempo addirittura esse vivevano assieme, poi c’è stata la scissione con un lento allontanarsi.
Sembra che al tempo dell’unione di questi mondi ci siano state guerre che hanno portato la gente dell’altro regno ad allontanarsi dagli uomini. Le guerre ci sono oggi come ieri ma, pare che gli uomini facciano più paura della cattiveria di un troll o di una strega. Nelle guerre finali, racconta la strega, (ma non è così facile seguirla perché le viene la parlantina quando fuma i suoi misturi e poi le si impasta la lingua e finisce a fare le fusa anche se è in forma umana) c’è stata una vera e propria spartizione del mondo, un po’ come dopo la seconda guerra mondiale in Europa. Il confine degli uomini è diventato quasi invalicabile, mentre tra gli altri regni ci sono tutt’ora scambi.
E’ una storia avvincente che mi piacerebbe riuscire a riportare, ma adesso non c’è molto tempo perché Belzebù, il nero segugio infernale, guadagna terreno e ieri notte è saltato l’appuntamento con gli spiriti.

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L’arrivo dei Cinque
Per avere manforte Cagliostrino ha ottenuto l’aiuto di alcuni collaboratori, un manipolo di eroi dalle sembianze se non altro originali.
Babayaga
La prima ad arrivare è stata la strega Babayaga, desiderosa di un po’ di sole della toscana.
E’ arrivata in piena notte, come arrivano quasi sempre tutti questi personaggi curiosi, ha parcheggiato la sua casa mobile (non una roulotte ma un’assurda casetta da strega munita di un piede di gallina con il quale si muove!) sui colli tra Lucca a Pisa e, non mi sorprenderei se qualcuno durante una scampagnata a passo di Dante vi si imbattesse…
Dicevo, è arrivata a notte fonda, all’incirca verso mezzanotte, come una strega che si rispetti e nel suo vero aspetto. Eravamo in sala, io, Gianni e Cagliostrino a guardare un film preso in videoteca quando sentiamo suonare il campanello.
Chi sarà o chi non sarà a quest’ora della notte…Ci aspettavamo l’Ozzo o Massimo o qualcun’altro dei nostri amici invece ci troviamo una vecchina gobba e rinsecchita, più incartapecorita di una foglia d’inverno che ci guarda con 2 occhi vispi da farci il caffè. O che sia una nuova inquilina della fornace? Le diciamo buonasera e cosa desiderasse e quella sorride sdentata e risponde in tedesco. Gianni farfuglia reminiscenze per me incapibili e questa avanza sui 2 scalini della porta d’ingresso e…cresce.
Macchè donnina, sarà stata alta 2 metri! Saliti i 2 scalini toccava la porta! Poi si ringobbisce, come a chiudersi e torna bassina e sorride, furbetta e sorniona.
“Mi offrite un tè ragazzi?” Dice, questa volta in italiano con pronuncia straniera.
Ecco com’è arrivata Babayaga, poi sembra che uno se le vada a cercare…vengono da sole.
Ci siamo ritrovati in salotto, col fuoco acceso in piena estate, perchè fa atmosfera, ha detto la strega accendendolo col sorriso. L’abbiamo guidata attraverso la cucina fino alla poltrona e non si è fatta mancare i complimenti per la casa “anche se il forno mi pare un po’ piccolo, ci entrerà al massimo un infante.” Ha detto tra l’altro, non so se come battuta o vera constatazione (ma non la lasciamo mai cucinare).
Ci siamo sistemati così: io e Gianni sul divano, Cagliostrino sulla poltrona alla nostra sinistra e la strega sulla poltrona alla nostra destra, con le spalle verso il fuoco che la illuminava di rosso da dietro.
Ha iniziato lo strano racconto su di un segugio infernale, vero e proprio indiavolato, mandato dall’opposizione del progetto “scambio fra mondi, riprendiamo il dialogo”. Quando ha detto che si trattava di Belzebù Cagliostrino ha sussultato, forse sperava in Mefistofele.
Io ho iniziato a fare scorte di didittì x le mosche.
La strega ha detto che era stato selezionato un gruppo di 5 membri d’appoggio per la missione:
Lei medesima, la terribile e potentissima strega Babayaga, dei paesi del nordest Europa,sotto sembianze di gatta nera.
Paracelso, illustre e senza bisogno di descrizione, sotto sembianze di micione bianco-nero.
Salomone, grande saggio e mago, in forma di gattone tigrato grigio-nero,
Dedalo, genio, costruttore e inventore, tra le cui imprese può vantare il labirinto che servì a nascondere e tenere prigioniero il Minotauro, sotto sembianza di gemello di Salomone ma meno prestante prestante.
E Morfina, tante volte qualcuno si fosse fatto male, come gatta batuffolo d’argento.

Cinque validi elementi per contrastare un grosso diavolo sotto forma di cane nero
Cinque gatti pelosoni in aiuto a Cagliostrino, gatto nero, contro un cane fatto di buio e denti.
Belzebù arriva come un’ombra nell’ombra, come la luce scomponendosi si scompone in colore così il nero rimane se stesso e tanto più è intenso che può divenire materiale.
Belzebù sta acquattato nel buio nero, come un’ombra in movimento. Solo nero, occhi rossi e, se hai tanto sculo da vederle, zanne acuminate come rasoi e splendenti come sciabole bavose.
Il terrore e lo schifo. Una scia di bava come quella di un’esercito di lumache svela la pista che sta seguendo e dove egli si trovi se è viscida, dove è passato se è secca. Secca o fresca che sia è orticante, quindi se vi incappate statene alla larga come fate con le meduse. Tanto più se fosse umida e significasse che lui è vicino…non immaginate a cosa andreste incontro. Un segno che svela la presenza del mostro è la puzza, come scoregge potenziate emette a intervalli non programmabili emissioni di fetore di indubbia sintesi. Forse frutto della putrefazione dei cadaveri che stagnano nel suo stomaco. Ma se giungesse tanto vicino da alitarvi contro perdereste i sensi tanto è incredibile e potente il fetore, quindi nessuno sa ben dire che puzzo abbia. Naturale che se gli arrivate a portata di fauci è probabile che finiate nella sua sintesi proteica, ad alimentare ormai digeriti quella macchina di denti e di muscoli possenti più neri della più nera delle notti che è.
Un tempo un uomo fortunato disse che il buio del pozzo scappò fuori e da allora vi vide la luna e i licheni che vi vivevano. Non si accorse che era Belzebù che stava acquattato a fare un pisolino.
Ora, che razza è questo cane? Forse un bastardone con l’altezza dell’alano ma il muso schiacciato e la corporatura del boxer, forse più vicino al mastino… di sicuro non è carino e coccoloso. Non so se ha le pulci ma ha tante mosche, sia al suo servizio che ha rompergli le scatole, ne son convinta, perchè le mosche son rompicoglioni di natura e ad averle come esercito deve essere davvero allucinante.

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L’arrivo di Cagliostrino in casa nostra deve aver fatto notizia tra i mondi dello spettro della luce, è vero che le congregazioni di spiriti avevano accordato di ricominciare a rivelarsi al mondo umano dato che, distruggendo il nostro mondo, rischiamo di distruggere anche il loro… Però immagino che non tutti siano stati d’accordo. Non vanno d’accordo nel nostro parlamento dove la razza è una, anche se brutta (quella umana) figuriamoci mettere in accordo tipologie di essere tra loro tanti differenti quali le fate con i troll o le streghe o i folletti o i fantasmi…Pensate a quante tipologie e casate ci siano tra i folletti o fra gli elfi … Davvero non c’è da meravigliarsi se si è creata un opposizione. Beh, all’opposizione tutta una serie di vari rappresentanti dei vari mondi hanno deciso di boicottare il progetto “scambio fra mondi, riprendiamo il dialogo” e hanno messo alle zampe di Cagliostrino (il messaggero scelto per comunicare con gli uomini) un segugio.
Già, un vero e proprio segugio, ma non un tenero cane da caccia che con un biscottino si scioglie in feste bensì un diavolo di quelli seri. Quando Faust incontra Mefistofele sotto forma di cane, questi ha le sembianze di un can barbone e l’atteggiamento tutt’altro che spaventoso. Quando tra i diavoli si propone Belzebù di seguire il gattino il suo aspetto diventa ancor più brutto di quanto non fosse da diavolo. Conoscete Belzebù il signore delle mosche, no? Avrete visto qualche sua raffigurazione, no? O che pensate ancora che le raffigurazioni di artisti e non, siano solo frutto dell’immaginazione?Ma allora siete proprio duri…vedetela così, se sono frutti dell’immaginazione, l’albero dell’immaginazione ha delle robuste radici nei mondi che noi non riusciamo più a vedere.
Sapete da quanto i grandi saggi delle varie casate degli spiriti (io li chiamo così per semplicità, col termine “spirito” intendo tutte le creature dei mondi che non percepiamo) discutono se riprendere o no il contatto col mondo degli umani? Millenni. E anche adesso, non penserete che sia stata una decisione facile, spero.
Noi esseri umani siamo dei predatori colonizzatori, più infestanti della gramigna, più resistenti dei virus. Ci spandiamo dove riusciamo ad arrivare come petrolio nell’oceano, ignoranti a tutto ciò che non ci riguarda, sottomettiamo ogni forma vivente e non. Dobbiamo davvero far paura. E pensare che da bambini ci spaventano con storie di diavoli… chissà se ai diavoli raccontano storie di umani nascosti nell’armadio…
Torniamo a Belzebù.
Cosa sapete del diavolo Belzebù?
“..Era una divinità filistea adorata in Accaron. Nel Nuovo Testamento è diventato il Principe dei Demoni. È il Monarca dell’Inferno, di cui Satana è il Capo della Opposizione. Appartiene alla quinta classe di demoni. Sulla terra è il capo delle streghe e dei maghi. È la potenza malefica, il più importante e molesto dei demoni, il Principe dello Inferno. Come Dio delle Mosche, gli si facevano sacrifici bruciando sugli altari materie fetide, il cui fumo scacciava le mosche ed in tal modo si liberava il mondo. Gli scrittori sacri lo presentano orrido e spaventevole, talvolta alto come una torre, talaltra con dimensioni umane; alcuni la raffigurano come un serpente, altri ancora gli danno le fattezze di una bella donna.”
Questo lo dice il webb, una descrizione come un’altra che ci fa capire però com’è, su per giù, nell’immaginario colletivo.

Così belzebù sotto forma di segugio infernale inizia a dare la caccia a Cagliostrino, cercando di impedirgli i contatti fra i due mondi.

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Mi sono fatta l’idea, dopo l’incontro con Cagliostrino, che il mondo in cui viviamo sia come la luce, noi la percepiamo come unica e bianca, ma è solo apparenza e con un cristallo si scompone nei colori dell’arcobaleno. Così il nostro mondo, lo percepiamo come unico e solo ma basta il “cristallo” giusto per scomporlo e rendere visibili gli altri mondi che lo formano.
Cagliostrino è il mio cristallo, con lui il mondo si scompne, si allarga e si apre mostrando tutte le sue facce nascoste. Chissà quanti mondi e quanti cristalli ci siano in giro senza che noi lo sappiamo. Già è difficile valutare il nostro mondo, quello tangibile, schematizzato dal nostro vivere sociale, illuminato dal nostro sapere (che fioca luce) e scolpito addosso a noi e, adesso c’è questo nuovo spettro di realtà colorate…dal sapore dei sogni, dell’infanzia, del mistero e dello stupore… Certo che era immaginabile che un mondo così meraviglioso, e mi riferisco a quello che tutti percepiamo ogni giorno, fosse composto di realtà così fantastiche. Siamo troppo abituati alla luce e ai colori per vedere oltre? Ma almeno quelli li vediamo?
Davvero, quanti cristalli ci saranno in giro che noi non conosciamo? Forse ci sono altri “Cagliostrini”?
Forse è una caratteristica di alcuni gatti? O di alcuni animali? Intendo come caratteristica il fare da tramite, da scomponitore della realtà, da alzatori di veli.
Non capisco, alle volte il mio cristallo gatto Cagliostrino sembra un gatto come gli altri, poi, come si togliesse la maschera eccolo quale sorta di strano spirito.

Con lui adesso sono 6, gatti o cosa: Paracelso, Babayaga, Salomone, Dedalo, Morfina.
Sono spiriti gatti. Forse il gatto è la forma preferita di alcini tipi di spiriti.
Forse i gatti sono i corpi nei quali grandi spiriti decidono di trascorrere un breve periodo di riposo. Basta osservarli, sornioni, pigri, eternamente in vacanza, con una filosofia di vita che non prevede malattie da stress. Certo, come ci sono stati grandi spiriti (e intendo personaggi dalla grande mente) persguitati così ci sono gatti perseguitati, che nascono in ambiente difficile. In fondo neppure noi quando andiamo in vacanza ci azzecchiamo sempre. Si, son sempre più convinta, nei gatti alberga lo spirito dei grandi personaggi che hanno calpestato questo mondo prima di noi: filosofi, maghi, alchimisti, scenziati, artisti…chi ha capito quanto va contemplato il mondo.
E dico nei gatti che reputiamo normali, poi ci son streghe celate in gatto e spiriti come Cagliostrino che ancora non ho capito a quale categoria magica appartiene

E i cani? Beh, e allora i topi, gli uccelli, i cavalli…
Nei cani però secondo me ci stanno bene i grandi condottieri del passato, dignitosi, fedeli e leali…i cavalieri, i giullari, gli artisti del teatro di figura…
Beh, chi sta nel nostro cane lo sappiamo e non era uno di questi personaggi…

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Questo spiritello pare faccia parte di una grande famiglia che dimora un po’ ovunque. Nelle mie zone è diffuso tra i boschi, fra gli oliveti, nelle zone ricche di natura e un poco isolate. Vive di poco, è schivo e riflessivo e ha uno sguardo molto intenso, amichevole e timido. Il nome forse deriva dal suo isolarsi dalle comunità di spiritelli, ma questa è una caratteristica diffusa tra i folletti.

L’ho aspettato fuori, con tutto il materiale per modellare sul tavolo fuori casa. Ormai penso che i vicini mi abbiano preso per matta. L’ho visto arrivare da lontano, dalla strada che dalla vecchia fornace sale verso gli oliveti. E’ apparso come un lumicino lontano, una sorta di lucciola gigante che si muoveva piano… Quando è arrivato vicino ho sentito i campanellini, ma un rumore leggero e appena percettibile, mi chiedo se è la mia immaginazione che lo sente o se tutti i folletti tengono campanellini addosso.

E’ salito sul tavolo, mi ha fissato come se mi leggesse l’anima e ogni processo cellullare avvenisse nel mio organismo. Ho iniziato subito a modellare, intimidita e emozionata sopra ogni dire.

…oramai non so più se sogno o succede sul serio, anche questa volta come ogni notte in cui ho avuto contatto con questo mondo mi sono addormentata col nero gattino sul petto, poi mi sono svegliata e sono dovuta venire giù. Come quando ti scappa la pipì nel cuore della notte e non puoi fare a meno di alzarti. E’ come un urgenza. Ma in fondo vado da una psicologa, no?

l’eremita
se un poco ti isoli e fai l’asociale
ecco il personaggio che ti si avvale
il momento
è di cambiamento
fai introspezione
e ricerchi delle cose la ragione.
Lui ti potrà guidare
nel tuo interiore errare
e magari trovare la soluzione
di un io in attesa di cauzione

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I maghi
i maghi son magici
ma forse un po’ fasici
riflettono molto su ciò che si chiede loro
ma sono preziosi come l’oro
hanno in se tanta esperienza
dedizione, calma e pazienza
riescono a metterti verso la vita
in una posizione favorita.
Col cuore aperto canta in girotondo
ascoltando bene il coro del mondo:
Percepisco tutto ciò che sta attorno
sia sopra che sotto che d’intorno
mi metto in posizione d’ascolto
e ogni tensione ho disciolto
così da rendermi conto
che ad esser felice sono pronto

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Filastrocca morte:

La morte

 

Arcano senza nome
sempre messo in discussione
molesto
solo a seconda del contesto
temuto o desiderato
a seconda del fato
perchè è indice di cambiamento,
evoluzione del momento,
magari fine di un tormento.
La morte ignorante, scostante o corrucciata
o felice, perplessa o spaesata
o giovane e stereotipata e ad un regista dedicata
ci insegna che ogni attimo è unico e irripetibile
e che va vissuto il più possibile.
La morte ci vuole parlare,spronare e consolare,
la vita non deve spaventare
farci chiudere in mentali bare
stipati in cimiteri di cemento
con la prospettiva di un eterno tormento.
Ripeti quindi a te stesso:
Voglio vivere il momento di adesso
perchè è ciò che mi è concesso
viverlo intensamente
col cuore e con la mente
ed essere appieno e davvero presente.
Voglio l’evoluzione
perchè ogni momento è mutazione
sono calma, attesa e azione
vivo fino alla massima concezione
e nel presente pongo tutta la mia attenzione

Quando Cagliostrino mi ha detto quello che avrei fatto questa notte mi sono messa a ridere e Gianni con me. Poi ho riso sempre meno. Mi sono armata di torcia, blocco da disegno e siamo andati a Vorno, al cimitero. Si, avete capito bene, al cimitero. Siamo andati a Vorno perchè è vicino, non ci conosciamo nessuno ed è isolato quanto basta. Abbiamo parcheggiato l’auto nello spiazzo e ci siamo appostati davanti al cancellino. Cagliostrino è entrato ma a noi parevo davvero poco rispettoso e poi a dire il vero anche fin troppo pauroso. Conoscete quelle storie dove il coraggioso di turno muore di paura di notte al cimitero perchè rimane impigliato e crede che sia uno spettro a tirarlo? non volevamo si ripetesse.

Cagliostrino insisteva perchè scavalcassi il muro e entrassi da sola, poi tornassi a disegnare. Mi sono impuntata per rimanere fuori con gianni e ce l’ho fatta. E’ un gatto alla mano.

Quindi, seduti davanti al cancellino con gianni che mi teneva la torcia puntata sul blocco e io pronta a cercare di raffigurare quello che mi si parava innanzi per poi renderlo in cartapesta… ci siamo fatti prendere dal panico al prio scricchiolio e ce la siamo data a gambe, lasciando Cagliostrino li.

In fondo a via del cimitero ci siamo sentiti davvero un po’ coglioni, vuoi perchè abbiamo seguito le idee di un gatto fino ad un cimitero in piena notte, vuoi perchè ci siamo fatti prendere dal panico. Davvero le vecchie paure sono difficile da gestire. Cagliostrino è arrivato trotterellando, sogghignando della nostra vigliacchieria.

Ho raggiunto l’accordo di raffigurare la morte così come la si trova stereotipata in giro, col mio stile, senza scendere troppo nel trascendentale.

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Oggi vi presento Ninnolo, che si può descrivere come primo arcano dei Tarocchi…
Ninnolo
un giovane giullare
ci insegna che lo schema reale si può spezzare
andare in cerca del sogno da realizzare
come un matto per il mondo
tienilo in braccio e fai un girotondo
intona queste poche righe senza timore
ma che le parole ti vengan dal cuore:
Per ciò che sta sopra
per ciò che sta sotto
non mi importa chi mi prende per tocco!
Il mio io voglio affermare
e solo bene e felicità ricercare!

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Ho sempre avuto probelemi a dormire…più che altro ad addormentarmi, non so se è per questo che tra i primi personaggi Cagliostrino mi ha portato l’omino del sonno.
Conoscete questo folletto? L’OMINO DEL SONNO o SABBIOLINO è un folletto italiano che gira per le campagne nelle ore notturne. Porta con sé un sacchetto di sabbia, che lancia negli occhi dei bambini che non vogliono dormire.
E’ stata ardua riuscire a realizzare il suo personaggio perhcè ogni volta cadevamo tutti addormentati.
Bene, Cagliostrino mi ha fatto mettere comoda al tavolino da caffè in salotto, cartapesta alla mano e tutto l’occorrente per modellare. seduta sul pouf, con la schiena appoggiata al divano. In stanza c’erano anche Gianni, Paracelso, Salomone, dedalo, Baba e Morfina, insomma, tutta la famiglia al completo.
Ci siamo messi in attesa. Ho iniziato a sentirmi sempre più pesante, la testa che mi cedeva e se non c’era il divano a cui ero appoggiata sarei svenuta per terra. Poi ho sentito un sospiro e tra i fumi della stanchezza ho visto tutti i gatti ronfare e Gianni addormentarsi di botto. Poi un ombra e un campanellio leggero, mi sono voltata verso il lato sinistro del tavolo e non ho fatto in tempo a vedere un ombricina che mi sono pizzicati gli occhi e sono crollato in coma sul tavolo.
La stessa cosa si è ripetuta per 3 notti di fila e alla fine ho cercato di realizzare quello che mi ricordavo, ma temo dovremo provarci ancora perchè non pare molto soddisfatto del risultato. Però, dico io, perchè non evita di farci dormire tutti allora???

L’OMINO DEL SONNO

Se è il sonno che ti viene male
non ti addormenti e l’ansia ti assale
non hai più da sentirti perduto
perchè c’è chi ti viene in aiuto:
con l’omino del sonno a fianco,
focalizzando il suo viso stanco,
ogni lineamento,
compresi naso e mento
concentrati sugli occhi suoi socchiusi
che di sonno sono infusi
ma senza ad altro pensare
e vedrai che il sonno non tarderà ad arrivare

Ci sono storie e filastrocche e ninnenna sul suo conto, ne riporto qualcuna dal web:

L’omino del sonno (tratto dal sito www.ghirorosa.com)

L’omino del sonno lavora ogni notte
portando a ciascuno una dose di sonno.
Ma se la notte è già inoltrata
e tu sei ancora sveglio…
non agitarti:
l’omino del sonno
si è addormentato.
Rimani tranquillo e non temere…
verrà un sostituto senza tardare
verrà di sicuro, non dubitare:
ha un contratto a progetto…
non si può nemmeno ammalare.

Ninna nanna dell’omino del sonno (tratta dal sito www.nonsolohobby.net)

C’è un omino piccino piccino,
che va in giro soltanto di sera
e cammina pianino pianino,
portando in mano una lampada nera.
E’ l’omino inventor del dormire
che nel lungo serale cammino,
senza farsi veder né sentire,
porta il sonno per ogni bambino

 

L’omino del sonno (tratto dal sito www.comunedifirenze.it)

Ha un lume sul cuore,
ma fioco fioco,
Appena un chiarore.
L’omino del sonno
Ha scarpe di panno,
Quando cammina
Rumore non fanno.
L’omino del sonno
Ha in testa un berretto,
Di lana calda,
Per stare a letto.
L’omino del sonno
Va in giro in vestaglia,
Tutta rossa,
Fatta a maglia.
L’omino del sonno
Ha in mano un sacchetto
Con due cordelle
Legato stretto.
Dentro il sacchetto
Ha una polverina
Che non si vede, leggera fina
Butta la polvere lesto l’omino:
Già dorme il bimbo, lui spegne il lumino.
M.Martini, L’omino delle filastrocche, AMZ

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COME TUTTO INIZIO’

La notte di Santa Valpurga, il 30 aprile, era la notte magica della veglia in cui si strappavano le frasche dai noccioli per costruire le bacchette dei maghi, La notte in cui venivano evocate le forze germinatrici della natura, che dovevano portare fertilità ai campi, e gli spettri dei defunti si accostavano ai viventi per rubare loro il soffio vitale e, il primo maggio rappresentava il passaggio dalla paura delle forze del male alla luce della primavera e del nuovo raccolto, una notte liberatoria dalle vecchie paure e bene augurante per la nuova stagione.

Tutto iniziò quella notte, ma chissà se il meccanismo in cui ci siamo ritrovati era già in moto e da quanto. Forse eravamo stati scelti da tempo e quella notte è stata soltanto la pagina. nel libro di questa storia assurda e meravigliosa, in cui siamo entrati in scena noi.

Oppure ce lo siamo cercati, inconsapevoli, sbadati maghi che hanno attuato a loro insaputa un rito antico e scatenato tutto l’evento che ne è conseguito. Chissà .

Fatto sta che noi, senza pensare alla data di quel giorno (e chi ci fa caso??) abbiamo acceso il barbeque comprato al Penny Market a 19 euro il giorno stesso e abbiamo fatto un “falo” proprio come gli antichi per festeggiare Beltane.

E sempre per caso, (ma cos’è il caso?succede davvero per caso?) ci siamo graffiati più volte e insanguinato a destra e sinistra, ridendoci sopra e dandoci dell’incapace a vicenda. Abbiamo acceso lo stereo (lo facciamo sempre) e portato Lindo Ferreti fuori con noi (in senso musicale s’intende). Certamente abbiamo saltellato e ballicchiato attorno alla nostra costruzione. Avevamo 5 gatti attorno che interagivano, le pianticelle sotto il portico in fiore, era un momento magico. Poi io avevo una fame assurda, ero a digiuno dal giorno prima (..anche questo non certo volutamente).

Poi è arrivato il momento di accendere il fuoco, era il nostro primo barbeque assieme, per gianni il primo in assoluto, abbiamo messo i carboni e iniziato a mettere liquido incendiario ma…col la carne sopra, già pronta. Io da figlia di mio padre, ladro di polli in gioventù (per giunta di quelli del suo fututo suocero) e addetto alla cottura, quindi noto esperto nel parentato, insistevo per usare altri metodi. Gianni figlio della società attuale molto più di me insisteva con liquidi chimici e carbone insacchettato. La carne gia sopra i carboni non ancora rossi…ne è scaturita una fumacea che ha richiamato tutti i vicini, con i seguenti e logici consigli non richiesti. Abbiamo anche così creato un corteo senza volerlo, dove ognuno rendeva omaggio, beh, omaggio forse no però attenzione si, al nostro fuoco.

Poi l’ho spuntata io. Abbiamo messo legna (un bel mix tra l’altro: ulivo, noce, quercia…tutti pezzi figli di potature).

Io nell’attesa ho ancor più drogato la carne, e chissà se nelle spezie alcune non fossero usate nell’antichità…anche perchè nel frattempo era arrivato Tony, il nostro sciamano, un “pazzo” che conosce ogni pianta gli capiti a tiro, con effetti,virtù e difetti. Poi è arrivato Massi che studia tossicologia a Pisa e c’ha messo del suo e abbiamo messo su la carne. Sul fuoco abbiamo aggiunto qualche spruzzata di liquore, tante perf argli fare delle fiammate, tra cui Assenzio fatto in casa di amici, tanto non era così buono, qualche grappina fatta da mia mamma, perchè al momento del caffè sono usciti fuori gli alcolici da correzione ( che io buttavo perchè non mi piacevano e…li buttavo sul fuoco…) e un po’ di fumo corretto. Abbiamo acceso le candele e l’incenso, tutto questo sotto il cielo plumbeo dell’anticiclone, tra i fiori del portico e, anche se era un po’ freschino, sempre caldo era…

Un poutporry di casi e superficialità ma, sfido chiunque a dare peso a vecchie tradizioni messe la bando e cadute in disuso.

Andando a stringere, perchè sono stata prolissa ma dovevo far capire il contesto, verso mezzanotte si fa avanti un ombra. Un ombra nera con due punti gialli. Punti? Direi fanali gialli. L’ombra si avvicina e fa “Miao”. Così entra nella nostra comunità felina Cagliostrino che poi, sarà un felino? O qualcosa in sembianza di felino? O forse tutti i felini sono magici… Chi è Cagliostrino con sicurezza non so ma da quella sera tutto iniziò.

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