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Miciomicio: il folletto travestito da gatto. Scopri la sua storia.

Miciomicio: il folletto travestito da gatto. Scopri la sua storia.

Il Miciomicio può trarre in inganno, potrebbe apparire come un dolce micetto alzato sulle zampette posteriori che si protende verso voi, ma, ad una occhiata più attenta si scopre il volto dalle fattezze non proprio feline. Sorpresa: il micetto è in realtà un folletto travestito da gatto.

Ma chi è il Miciomicio? Il Miciomicio è un folletto domestico, quindi non più adatto alla vita lontana dagli umani, che ha evoluto nei secoli una sorta di “domestichezza casalinga”. Sono folletti che si legano molto alla casa e a chi la abita. Sono folletti che hanno bisogno delle attenzioni degli umani, al contrario di altri folletti, sempre casalinghi, che possono vivere nascosti ai nostri occhi e che si prendono cura sia della casa che di chi la abita senza essere mai visti. I Miciomicio di sicuro fanno parte di quei folletti un poco più esibizionisti e maniaci di protagonismo.

Il nome Miciomicio nasce con i primi Miciomicio, folletti che rimasti senza dimora, affamati e vagabondi, hanno pensato di sfruttare lo strano rapporto che lega esseri umani e gatti: il nostro bisogno di sfamare i gatti e prenderci cura di loro senza pretendere troppo in cambio, anzi, accettando la loro indolenza.

La leggenda del Miciomicio si perde nella notte dei tempi.

C’è chi pensa risalga ai tempi dei romani, dove gatti randagi al calar della sera affollavano i dintorni del Colosseo in cerca del cibo che veniva loro offerto dalle progenitrici delle gattare, e che i folletti si travestissero con la pelle di gatti morti per mimetizzarsi nelle colonie feline, scroccando anche loro il cibo. Solo che invece di imitare il verso dei gatti i Miciomicio imitavano il richiamo delle gattare e venivano sgamati. Non sempre questi folletti erano ben accetti, chi voleva sfamare i gatti non era sempre interessato a sfamare un folletto e il rischio di incappare in uno Smiagolo era alto: lo Smiagolo a differenza del Miciomicio era veramente dispettoso e pesante e quindi non benvoluto.

C’è chi pensa la leggenda dei primi Miciomicio risalga invece agli etruschi, dove era presente un perduto culto felino che vedeva nei gatti i protettori dei raccolti, e i folletti travestiti da gatti si insidiassero nelle case assieme ai felini. Chi ospitava gatti in casa non aveva topi che gli rovinavano le riserve di grano o altri cereali e, il loro predire il tempo meteorologico nel leccarsi prima delle giornate piovose aiutava i contadini con le irrigazioni e i vari raccolti, logico che il folletto ne approfittasse.

Alcuni studiosi credono il Miciomicio fosse già presente anche fra gli egizi e che, travestito da gatto, infestasse i templi dedicati alla Dea Bastet.

I folletti si sa sono creature le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Hanno accompagnato l’umanità nella loro evoluzione, crescendo assieme ad essa e mutando abitudini e a volte caratteristiche per affiancarla. Come mai ci sia questo desiderio da parte di molti folletti di condividere la loro vita con quella degli umani sfugge.

Miciomicio e Cagliostrino: una notte me lo sono visto arrivare, sporco e puzzolente nella sua pelliccia posticcia, ricavata dalla pelle di un gatto morto da parecchio tempo, data la puzza. L’ho lavato e rivestito con i miei bellissimi tessuti di peluche. La voce si è sparsa, ne sono arrivati a frotte! Tutti in cerca di una famiglia, speranzosi di essere adottati, in cerca di coccole e cibo.

“Cuddles and cookies” Coccole e biscotti, il motto attuale del Miciomicio. Se ne incontrerete uno vi scandaglierà l’anima in cerca del bambino che è in voi, per dividere un rimasuglio di sogno e farlo crescere, per ricevere una coccola e sguardi dolci, per rubarvi i biscotti mentre dormite di notte.

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